lunedì 26 settembre 2011

Bimbinfiera: salone per le famiglie

Ciao a tutti,
vi scrivo per informarvi di un evento che, magari a qualche lettore residente nella zona di Milano, può interessare.
Si tratta di “Bimbinfiera” il più importante salone per le mamme, le donne in attesa e le famiglie con bambini piccoli.  Non è un evento nuovo e sconosciuto, ma quest’anno è il decimo anniversario e ci si aspetta qualcosa di indimenticabile. Non solo gli stand sono più numerosi, ma anche il programma è molto intenso. Che sbadato! Mi sono dimenticato di dirvi dov’è e quando!!! Sabato 1 e 2 Ottobre  al Parco Esposizione di Novegro (MI).
Ovviamente  la mia non vuole essere una campagna pubblicitaria per qualche marca di pannolini, biberon o passeggini, ma vorrebbe invece soffermarsi sui laboratori e sulle attività che verranno proposte in queste due giornate.
In modo particolare vengono allestiti dei laboratori per “Mamme creative”: un modo per voi mamme di mettere alla prova la vostra creatività o di imparare alcune attività altamente creative come il decoupage o lo scrapbooking.
Infine vi segnalo le attività a mio avviso da non perdere:
  • Tra gli ospiti speciali ci sono il coro musicale di “La prova del cuoco” e i bambini del coro “Arcobaleno a pois”, che si esibiranno domenica 2 ottobre con il CANTAGIOCO, il karaoke animato di Sony Music, che coinvolgerà grandi piccini con musica, gioco e movimento.
  • Bolle di sapone e giochi di magia saranno al centro delle attività proposte dalla compagni SPETTACOLO DELLE MERAVIGLIE con i suoi protagonisti: il Mago Fagiolino, il Clown Elly, i pappagallini Perla e Priscilla e, direttamente dal parco divertimenti di Gardaland, Prezzemolo!
  • Nel Laboratorio QUERCETTI, l’azienda italiana da 60 anni attiva nel gioco educativo, i bambini saranno portati sulle strade della fantasia con giochi noti in tutto il mondo: incastri multicolore, chiodini, pezzi scomponibili, formine e figurine magnetiche.
  • Ci saranno anche i pony del CENTRO IPPICO IPPOCAMPO a disposizione per il “battesimo della sella”. Sarà possibile accarezzare gli animali e, per i più grandicelli, seguire dei percorsi didattici per diventare abili stallieri.
  • Allo stando HAPPYBIMBO le mamme e i papà potranno cimentarsi cole partole crociate “CRUCI MAM”, un maxi cruciverba di 8 metri per mettersi alla prova con le parole della puericultura e vincere settimane di vacanza, weekend relax per tutta la famiglia e tanti altri premi.
  • E per i genitori più atletici: gara di agilità con il passeggino! A BIMBIINFIERA torna la tanto attesa “Strollerrace”, la gara di agilità lungo un percorso di 100 metri irto di ostacoli artificiali e naturali.
Il costo di entrata della fiera è gratis per i bambini al di sotto dei dieci anni, mentre il biglietto intero costa 9 euro. Ma si possono trovare sconti su: “Io e il mio bambino”, “Donna & Mamma”, “Insieme” e “Dolce Attesa” e sul sito www.quimamme.it.

mercoledì 14 settembre 2011

Emergenza Corno d’Africa

Ciao,
avrete sicuramente letto della grave carestia che sta colpendo i paesi del Corno D’Africa. Bene, come Maestro Gufo volontario dell’Unicef non posso evitare di mandare un messaggio di emergenza nel mio blog.
Prima di tutto un po’ di cifre per farvi capire meglio la situazione critica di alcuni paesi.  Lo stato di carestia è stato ormai dichiarato in sei aree del sud della Somalia. Un milione e mezzo di piccoli somali hanno immediato bisogno di assistenza. Sono 12,4 milioni le persone che hanno immediato, urgente bisogno di aiuto umanitario: 3,9 milioni in Somalia (la metà della popolazione), quasi altrettanti nelle regioni nord-orientali del Kenya, 4,6 milioni nell’est dell’Etiopia e 165.000 a Gibuti, che avendo in totale 740.000 abitanti risulta il paese con la percentuale più alta di popolazione colpita.
Donne e bambini pagano le conseguenze più gravi. Questa è la carestia dei bambini: decine di migliaia di piccoli sono già morti, anche se le condizioni sul campo rendono impossibili stime precise. Eppure, un bambino in stato di malnutrizione acuta grave può essere salvato e riprendersi pienamente con 4-6 settimane di semplice terapia nutrizionale, somministrando alimenti terapeutici pronti all’uso.
Tutte le persone malnutrite, e i bambini in primo luogo, sono anche più esposte al rischio di malattie potenzialmente mortali, alcune delle quali, morbillo, diarrea acquosa e colera, hanno assunto carattere epidemico, con un’impennata dei casi e delle morti tra luglio e agosto, richiedendo quindi interventi sanitari di base, vaccinazioni, e maggiore disponibilità di acqua potabile e servizi igienici.
La maggioranza dei bambini a rischio di vita per la carestia nel Corno d’Africa vive in Somalia. 445.000 bambini, un terzo dei piccoli somali tra 0 e 5 anni, soffrono di malnutrizione acuta, 190.000 di malnutrizione acuta grave, 161.000 dei quali nel sud del paese.
Il 20 luglio le Nazioni Unite hanno dichiarato lo stato di carestia in 2 regioni della Somalia meridionale, Bakool meridionale e basso Shebele, a fine luglio lo stato di carestia è stato dichiarato anche nell’area dei campi sfollati a Mogadiscio, nello Shebele centrale, nel corridoio di Afgoye, e nei giorni scorsi anche nella regione di Bay. Nell’arco di 2 mesi, la carestia potrebbe colpire tutto il sud della Somalia.
Lo stato di carestia viene dichiarato quando i tassi di malnutrizione acuta complessiva (moderata + grave) tra i bambini superano il 30%, muoiono più di 2 persone al giorno ogni 10.000 abitanti o si registrano 4 decessi infantili al giorno ogni 10.000 bambini, le popolazioni colpite non sono in grado di accedere al cibo (almeno 2.100 calorie al giorno) e ad altri servizi di base. Nelle regioni somale colpite il tasso medio di malnutrizione infantile acuta grave è del 16,9%, con picchi anche del 55%, e la malnutrizione acuta complessiva (grave + moderata) è in media del 38,3%, secondo rilievi condotti il 4 agosto (fonte: FAO, Food Security and Nutrition Analysis Unit - FSNAU).
 
Aiutare queste persone si può. Numerose associazioni umanitarie si stanno dando da fare per migliorare le condizioni. A volte basta poco, qualche euro. Una piccola rinuncia vostra potrebbe salvare la vita ad un bambino. Io, ovviamente, vi consiglio le iniziative dell’Unicef, ma potete benissimo cercare in rete quello che fa per voi!
A presto.

venerdì 9 settembre 2011

Un nuovo nido: Facebook!

Ciao a tutti!!!
Per facilitare lo scambio di idee e i vostri preziosi commenti, ho deciso di usare un altro strumento "sociale" molto conosciuto da tutti. Facebook!! Mi potete trovare come Anacleto Maestro Gufo o cliccando qui o sull’immagine sotto.
Spero che in questo modo mi facciate sentire la vostra voce!
Mi raccomando non tenetevi questa informazione tutta per voi, ma CONDIVIDETE! Avete una amica neo-mamma? Le vostre colleghe maestre possono essere interessate al nostro blog? Suggerite il nostro account!!!

A presto.

mercoledì 24 agosto 2011

Bimbi e sabbia. Castelli, fantasia, creatività e autopercezione

Ciaooooooooo, sono tornato dalle vacanze!!! Sono state molte lunghe, ma ci volevano! E voi? Siete a casa o siete al mare? Una domanda lecita visto che l’argomento di questo post è la sabbia. Quanti di voi genitori quest’estate hanno giocato con il proprio bambino in spiaggia, con secchiello e paletta? Se non lo avete ancora fatto spero che, dopo aver letto questo articolo, rimedierete alla vostra mancanza.

La sabbia, infatti, non solo stimola la fantasia del bambino, ma stimola anche i sensi e la percezione di sé. Inoltre può essere molto utile come strumento per osservare i messaggi che il vostro bimbo vuole darvi. Ma andiamo con ordine!

Per quanto riguarda la fantasia gli spunti sono numerosi: dal semplice castello di sabbia, alle varie forme che si possono creare. Il primo consiglio che posso darvi però è quello di non sovrastare la fantasia del bambino con la vostra. Il ruolo dei genitori, soprattutto per i più piccoli, deve infatti essere quello di supervisore diventando così parte attiva solo su richiesta del bambino. In altre parole non fatevi prendere la mano nel costruire cose estremamente complesse: rischierete di far annoiare il bambino. Ricordatevi sempre che il vero protagonista deve essere lui!!!!

La fantasia può essere stimolata con storie o con oggetti che trasformati diventano altri oggetti ( una conchiglia si può trasformare in un letto per fantastici omini immaginari…), ma non preoccupatevi se non avete immaginazione, ci penseranno i vostri bimbi a dirvi come usarli. Sono loro i veri maestri, i veri creativi. (Se vi interessa la creatività leggete anche questo post)

La sabbia stimola anche i sensi e in modo particolare il tatto. Nei neonati, in particolare, questo è il senso più sviluppato e più importante in quanto, insieme all’udito, è funzionante già nella settima settimana di gestazione. Per i bambini, quindi, l’esplorazione tattile è molto importante. La sabbia, come la plastilina e altri oggetti malleabili e deformabili, permette di scoprire diverse nozioni: per esempio, il bambino può incominciare a capire che la materia non è fatta di grossi blocchi ma di parti piccolissime (come i granelli della sabbia), imparano la differenza tra umido/asciutto, pieno/vuoto, duro/morbido

Infine, ma non per questo meno importante, la sabbia potenzia la consapevolezza di sé. Come aveva già affermato Piaget il gioco è fondamentale per la costruzione di sé e del mondo. È nel gioco che il bambino rappresenta le proprie emozioni e le percezioni di sé e di quello che succede intorno a lui. Per questo motivo la sabbia è stata usata come strumento da Dora Kalf, allieva di Jung, che ha introdotto la Sandplay Therapy, una tecnica che pone un vassoio di sabbia come uno "spazio libero e protetto" all'interno del quale il bimbo rappresenta, in questo scenario privilegiato, situazioni che lo hanno colpito particolarmente fornendo così un linguaggio simbolico anche a chi non ha parole per esprimere il proprio “malessere”, consentendo pertanto al bambino di rappresentare il mondo interno così come si è costellato. Questa tecnica  è spesso usata con bambini maltrattati o che hanno avuto abusi sessuali. Ovviamente è un metodo proiettivo che ha bisogno di un’interpretazione attenta e precisa da parte di esperti.

Noi possiamo però osservare i bambini in normali situazioni di gioco, per esempio in riva al mare, e come essi si dedicano con particolare divertimento a manipolare la sabbia. Il gioco acquista infatti una valenza simbolica ed organizzativa: il bambino costruisce un suo mondo del quale è creatore e protagonista.

giovedì 16 giugno 2011

Educazione tempestiva: Happy Child

Ciao Bambini!!

Dopo una lunga assenza, il vostro Anacleto è tornato a raccontarvi le sue avventure! Quante cose che ho da raccontarvi, ma andiamo con ordine ...

La scuola ormai è finita, siete pronti piccoli lettori a rilassarvi e recuperare le energie in questa estate ormai alle porte? Anche io da Gufo Istruito ho terminato le lezioni nella mia scuola e per me iniziano gli esami! Metre voi siete già pronti a partire io sono ancora sui libri, ma per essere un bravo Gufo Istruito questo ed altro!

LOGO_HappyChild.jpgIl motivo per cui vi scrivo oggi è per raccontarvi una esperienza straordinaria che ho fatto all'interno del mio percorso di studi: ho partecipato ad un percorso di orientamento e avviamento al lavoro organizzato da Happy Child. Happy Child è un network di asili nidi familiari, tradizionali e aziendali, è un'impresa nata nel 2002 ed oggi conta oltre 50 strutture per la prima infanzia su tutto il territorio nazionale. Si caratterizza per l'innovativo metodo pedagogico e per il valido sistema di impresa. Il metodo pedagogico utilizzato negli asili Happy Child si distingue dagli asili tradizionali per l'adozione dell'educazione tempestiva. Con questo termine si delinea una metodoligia di educazione volta a sviluppare le potenzialità che i bambini posiiedono da piccoli e che va diminuendo col crescere dell'età. Le modalità con cui avviene questa educazione rigurdano il sottoporre i bambini agli stimoli necessri attraverso l'utilizzo di tecniche adatte. L'educazione tempestiva si rivolge in particolare a queste attività:

  • lingua inglese,
  • stimolazione plurisensoriale,
  • neuromotricità,
  • gioco simbolico,
  • espressione grafico-pittorica e plastica,
  • drammatizzazione,
  • gioco libero e guidato.

Tutte queste attività sono svolte all'interno di ambienti a misura di bambino; l'appoggio familiare e la collaborazione con le educatrici risulta tra i punti di forza per un buono sviluppo ed educazione del bambino.

happy-child.jpg

La mia esperienza di Gufo-educatore si è articolata in tre giornate: la prima teorica di introduzione su educazione tempestiva, la giornata tipo al nido, le routine, l'ambiente e l'accoglienza del bambino, il rapporto con il genitore e le caratteristiche dello sviluppo del bambino di età compresa tra 0 e 3 anni; la seconda di esperienza pratica all'intreno di un nido Happy Child per mettersi in gioco in prima persona, ed infine la terza giornata di chiusura e discussione del percorso formativo oltre che una panoramica sul mondo aziendale e l'ambiente lavorativo Happy Child.

Ho trovato questa proposta di percorso di orientamento e avviamento molto stimolante, in un ambiente fresco e davvero coinvolgente.

Suggerisco a chi abbia come me, voglia di mettersi in gioco come eucatore di informarsi su questa realtà lavorativa, a voi mamme che siete sempre vicine ai bisogni dei vostri bimbi per una educazione stimolante, e a tutti coloro che si occupano di educazione di tenersi informati su Happy Child e le sue iniziative.

Happy Child è sul web all'indirizzo http://www.happychild.it/index.php, su Facebook e sul loro Blog.

Ciao lettori, alla prossima!

Il Vostro Gufo Anacleto

lunedì 23 maggio 2011

Stress da maestre!

Ciao,

in questi giorni mi è capitato di parlare dello stress e del burnout. Sapete che cosa sono questi due concetti?

Il primo si potrebbe definire come un ingrediente fisso della nostra vita, causata da una molteplicità di fattori come la risposta fisica, mentale ed emotiva che ciascun individuo oppone all’incontro con stimoli ambientali o relazionali. Mentre questo concetto può essere anche positivo, in quanto rappresenta uno stimolo per l’azione, il burnout è decisamente negativo. Si manifesta spesso con particolari stati d’animo (ansia, irritabilità, panico, esaurimento fisico…), somatizzazione (quali emicrania, sudorazione…) e reazioni comportamentali (ridotta creatività, chiusura difensiva al dialogo).

Negli ultimi anni ci sono stati, purtroppo, fatti di cronaca preoccupanti in asili riguardo a insegnanti e bambini. Questo post non vuole salvare il comportamento di quelle maestre giustamente accusate di maltrattamento, ma vuole soffermarsi su una problematica spesso non calcolata o tenuta poco in considerazione dagli istituti scolastici stessi.

Una delle categorie principali soggetti al burnout è proprio quella degli insegnanti. I motivi sono principalmente due:

  • Variabili contestuali.
  • Tratti psicologici personali.

Per variabili contestuali si intende la valutazione del contesto di lavoro, in questa categoria rientrano il rapporto con i colleghi e con i superiori, l’organizzazione dell’istituto, lo stipendio, il carico lavorativo e le ore lavorative. Oltre a questi indicatori di base, di fondamentale importanza è il contenuto del supporto socio-emotivo: più gli insegnanti sono coinvolti in interazioni di supporto in cui possono discutere degli aspetti positivi legati al lavoro, meno corrono il rischio di burnout; più è elevata l’affettività positiva e più gli insegnanti sono energici ed attivi e meno esposti allo stress. Alcune ricerche suggeriscono che la disponibilità di un supporto sociale costituisce un’importante fonte di contenimento dello stress degli insegnanti. Il benessere soggettivo, infatti, è una valutazione cognitiva ed affettiva, di autostima e senso di autoefficacia, in modo particolare si è visto che un evento particolarmente stressante per la carriera degli insegnanti è l’esperienza d’insuccesso scolastico degli alunni prolungata nel tempo.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, ossia i tratti psicologici personali, si possono distinguere diversi tratti in base al modello delle organizzazioni di significato personale, cioè ogni individuo sviluppa nel tempo una modalità di costruire il proprio punto di vista dall’interno in modo unico e personale, pur condividendo la stessa realtà con altre persone:

  • Stile volitivo-attento: questo genere di persone ha la necessità di sentire che ha il pieno controllo della situazione ed è proprio in questi momenti che avverte un senso di autoefficacia, sicurezza e benessere. Lo stato di benessere è associato con il concetto di sentirsi tranquilli. Questi individui sono anche degli ottimi organizzatori in generale anche perché le situazioni aperte sono percepite come elemento di disturbo.
  • Stile metodico-analizzatore: sono persone che si affidano al potere del pensiero di staccarsi dall’immediatezza dell’esperienza per coglierne gli aspetti invarianti: per loro la ragione è il canale principale di conoscenza del mondo. Il benessere è spesso legato alla sensazione di avere ricostruito cause, condizioni e passaggi di un processo o di un fenomeno, se ciò manca emerge la sensazione di malessere. Si sta bene se si può ordinare il caos.
  • Stile fantasioso-duttile: la flessibilità e l’assoluta mancanza di rigidità sono le componenti principali di questi individui. Inoltre hanno una spiccata capacità di abbandonarsi alle fantasie e costruire storie nella mente, hanno, quindi, una creatività molto alta. Stanno bene nelle situazioni nuove, davanti agli eventi inaspettati, in tutte le occasioni che innalzano il livello di stimolazione. L’essere in relazione è la principale fonte di benessere.
  • Stile responsabile-riflessivo: è un genere di persona che si focalizza primariamente sui propri stati interni che sono facilmente accessibili e oggetto di riflessione. Queste capacità introspettive generano anche una buona capacità di riconoscimento e d’empatia per le emozioni altrui. Il benessere è inteso in questo modo: si sta bene quando ci si prende cura di qualcuno. Queste persone riescono a prendere molti impegni e a portarli avanti tutti con costanza e serietà spesso senza chiedere aiuto.

Con questa suddivisione non voglio dirti che esiste uno stile personale adatto per fare l’insegnante. Assolutamente no! Però penso che all’interno di un istituto, un bravo preside, un bravo coordinatore e una buona amministrazione dovrebbe tenere conto della personalità di ogni singolo membro e capire se il ruolo dato è adatto per quell’individuo. Questa accortezza potrebbe evitare di arrivare a casi di burnout.

Per concludere vorrei sottolineare l’importanza di una formazione di auto-valutazione e auto-regolazione della propria conoscenza, delle personali concezioni e del movimento emotivo interno. Una formazione non soltanto teorica ma anche pratica e supervisionata per la tutela non solo dei bambini e dei ragazzi, ma dell’insegnante stesso.

Ti ha interessato questo argomento? Vorresti saperne di più o semplicemente vorresti fare qualche precisazione. Ricordati che puoi commentare i miei post!!!

lunedì 9 maggio 2011

I videogiochi sono una forma d’arte

videogiochi-2009-prossime-uscite-novita-pc-ps3-xbox360-nintendoL’intrattenimento videoludico è, oramai, parte della nostra vita quotidiana. Ma soprattutto di quella del tuo bambino. Come sai, sono un forte sostenitore dell’apprendimento multimediale, cioè di quelle modalità di acquisire conoscenza che sfruttano le possibilità della moderna tecnologia mediatica: essa nasce per migliorare la nostra vita prima di tutto! (e qui non voglio mettermi a discutere di “etica tecnologica”)

Tra queste molteplici potenzialità dell’evoluzione tecnologica, tra gli innumerevoli nuovi media, troviamo i videogiochi e tutto il mondo che li circonda. Essi hanno una forte attrattiva verso i ragazzi e spessoSeriousGames-MSU vengono preferiti ad altre attività considerate “migliori”. Ora, il Vostro Gufo non intende difendere a spada tratta l’universo videoludico, che ha i suoi pro e i suoi contro, ma esso può essere sfruttato positivamente (vedi qui per un esempio!). Ci sono opere, che rientrano all’interno dei cosiddetti Serious Games, che hanno il preciso intento di formare le persone e sensibilizzarle verso una determinata tematica (visita KoalaGames).

La mia opinione è che, proprio secondo questo pensiero, gli Stati Uniti abbiano dichiarato i videogiochi una forma d’arte, inserendoli nel programma NEA (National Endowment for the Arts) all’interno della categoria The Arts in Media (precedentemente, The Arts in NEA_Logo_1_Radio and Television):

I progetti possono includere programmi radio e video di alto profilo di uno o diversi episodi (documentari e produzioni drammatiche); media creati per il cinema; performance programs; produzioni artistiche da usare nelle serie esistenti; i webisodes di più parti; i giochi interattivi.

Tutto ciò si concretizza nella possibilità da parte degli sviluppatori di richiedere fino a 200.000$ di finanziamento per opere che verranno distribuite gratuitamente e che si dimostreranno in grado di migliorare il benessere delle persone. (fonte Eurogamer.net)

Il mio consiglio, in conclusione, è di non vedere con negatività i videogiochi ma di essere aperti ad essi, sapendo cogliere il bene e le fantasiose possibilità che possono offrirci!